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Dec 31, 2016

2016.

This has been the best year of my life. I feel grateful, happy and full of dreams. I'm stronger than one year ago, my life has been like a roller coaster, but I'm still here.
During this year my life changed a lot, I'm in the other part of the world, visiting this beautiful place called United States of America, a place that I can also call "home".
I also understood what I was searching, I feel so glad to be a good, respectful and happy girl, I feel glad to be myself everyday.
I can't be happier, I would never be like that without this big experience, this year abroad, my new family, my new friends from all over the world.
I love my life, I loved 2016 and I know I'll love 2017, too.

Thanks everyone to be in my life. ❤🤘🏻

Virginia.



Dec 12, 2016

Ciao a tutti, oggi vorrei scrivere un post un po' più "generale" riguardante la differenza tra le scuole americane e quelle italiane. Spero vi piaccia. 

Le differenze tra la scuola italiana e quella americana.

Partiamo dalla base.
Come quasi tutti sanno, gli studenti americani devono spostarsi di classe in classe al suono di ogni campanella; c’è chi è più fortunato e le sue aule sono “vicine”l’una all’altra, oppure chi, come me, deve correre alla fine di ogni ora per tutto il campus.

Di solito le scuole americane iniziano alle 7 del mattino e finiscono alle 2 del pomeriggio, ma dal numero di crediti che si possiede, se si è un Junior (penultimo anno, undicesimo) o un Senior (ultimo anno, dodicesimo), si può saltare la prima o l’ultima ora. Io sono un Junior, perché sono nata dopo il primo di agosto del 1999 (quindi mi perderò la tanto attesa e famosa “graduation”), ma nonostante ciò inizio le lezioni alle 8.

La struttura è gigantesca, non scherzo, nella mia scuola ci sono 4000 studenti, 8 edifici, più il campo da football, otto campi da tennis, uno da calcio e se non sbaglio uno da lacrosse, due palestre per basket e un teatro (ed è considerata piccola).

Sfatiamo questo mito, la difficoltà  della scuola dipende da classe a classe, dalla voglia che ogni studente ha di studiare e imparare; c’è, come anche nella scuola italiana, chi non ha voglia di fare niente e non apre libro e chi invece la prende molto sul serio. Io personalmente posso confermare di studiare molto, le materie che ho scelto non sono facili.
Quindi smettetela di dire che la scuola americana sia facile, dipende da persona a persona, vi faccio un esempio, se avessi voluto avrei potuto scegliere il corso di cucina e non il livello avanzato di chimica (poi ognuno sceglie e fa ciò che vuole).

Le persone sono diverse, più distaccate, parlano meno e stanno molto sulle loro. Non sono affettuose, ma con tanta buona voglia e senza avere pregiudizi, con il tempo, si possono stringere amicizie che si sa dureranno tutta la vita. 

Gran parte degli studenti praticano uno sport, ognuno di essi è legato alla scuola, io faccio vela, ma ce ne sono tantissimi altri. Solitamente durano 6 mesi, ma il mio tutto l’anno. 
Una cosa che li accomuna tutti è il numero di allenamenti che si praticano ogni settimana che può variare da 3 a 6, dipende, appunto, da sport a sport.

Un’altra differenza sono gli insegnanti, qui negli States ti aiutano, seguono e agevolano molto. Ci si può confrontare su argomenti e lezioni e, quasi tutti, danno la possibilità agli studenti di andare nella loro classe dopo scuola se hanno problemi riguardanti la loro materia. Inoltre, consegnano le verifiche corrette uno o due giorni dopo averle fatte.

La mensa è un’altra differenza, pochissime scuole in Italia ce l’hanno e vi assicuro che qua è come nel film “High School Musical”, i tavoli si dividono per gruppi, passioni e interessi.



Penso di aver scritto e spiegato più o meno le grandi e più interessanti differenze tra la scuola americana e quella italiana e le quelle. So anche che le cose cambiano da città a città, ma alcuni punti del mio post sono uguali per tutte. 

Un abbraccio,

Virginia.